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Conclusi i festeggiamenti di San Sebastiano: modello da imitare nell’ascolto della Voce del Signore, seguendo Gesù Buon Pastore

di Enrica Munafò

Finalmente dopo due anni di lookdowan per la pandemia, sono ripresi a pieno titolo i festeggiamenti di San Sebastiano 2022, cooprotettore della nostra Città, con tanto desiderio di partecipazione dei fedeli, che hanno sofferto questo lungo periodo di chiusura. Si è ripresa in modo pieno la tradizione degli Avolesi, con manifestazioni di grande gioia e partecipazione folta, nonostante il mal tempo. Il pellegrinaggio è stato un momento bello e di forte entusiasmo, come pure la processione serale in cui molti, che hanno partecipato, hanno pregato con tanto fervore, mentre la banda ha accompagnato la processione con marce di festa. Tutto segno di ripartenza, di nuovo inizio!

Il triduo di San Sebastiano è stato predicato da padre Jan Krizan, parroco del nostro Santuario diocesano Maria SS. Scala del Paradiso, che nelle sue riflessioni ha voluto privilegiare la Parola di Dio del giorno, sempre attuale e che tanto parla alla nostra vita. Il primo giorno del triduo, Padre Jan ci ha fatto riflettere sull’importanza dell’ascolto, invitandoci a far tacere i rumori esterni ed interni, quali preoccupazioni, pensieri, giudizi, ed entrare nel silenzio più profondo, silenzio abitato da Dio.

Quello che il Signore ci vuole dire è prezioso, come quello che noi vogliamo confidare a Lui su come e cosa stiamo vivendo, sui nostri desideri e aspirazioni. Noi siamo piccoli, abbiamo bisogno della Parola del Signore, e per questo dobbiamo chiedere a San Sebastiano di essere uomini dell’ascolto.

”Nutrirsi dell’Eucaristia e le sue conseguenze” è stato l’oggetto di meditazione del secondo giorno del triduo. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me e io in lui; chi mangia questo pane vivrà in eterno”. Gesù ci propone una vita profonda, sentita, bella! Con l’Eucaristia gustiamo l’eternità.  Consapevoli di ciò, chiediamo a San Sebastiano la grazia di aprire gli occhi al mondo invisibile e di risvegliare in noi il desiderio del cielo nell’imitazione del Santo”.

Il terzo giorno del triduo, Padre Jan ci ha parlato proprio del desiderio di cielo, che alberga nei nostri cuori. In cielo c’è San Sebastiano, ci sono i santi conosciuti e non, tanti nostri familiari che ci aspettano e ci ricordano che anche noi siamo predestinati a diventare santi e cittadini del cielo. È questo il nostro desiderio: vedere e contemplare affascinati la bellezza di Dio, la sua grandezza. Allora non avremo più fame né sete…perchè il Signore ci guiderà alle fonti delle acque della vita! La salvezza appartiene al nostro Dio! Così in maniera chiara, semplice, essenziale e profonda ci ha trattenuto per tre giorni don Jan Krizan.

Domenica 8 maggio, giorno della festa del santo, a conclusione del festoso, coinvolgente pellegrinaggio dei “Nuri”, c’è stata la solenne celebrazione Eucaristica, presieduta dal parroco, arciprete Don Rosario Sultana e animata dal coro parrocchiale, guidato dal giovane maestro Francesco Pulzello.

Nell’omelia, Padre Rosario Sultana, riferendosi alle letture del giorno, ha presentato San Sebastiano come grande santo che preferisce obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini, non ha rinnegato la sua fede e non ha indietreggiato neppure di fronte al martirio. San Sebastiano ha seguito Gesù, ha sposato la sua stessa logica, gli stessi sentimenti, gli stessi sogni di Dio. Possa il nostro Santo darci il dono di una maggiore vicinanza al Signore e di seguire gli insegnamenti evangelici che rendono la vita più bella, più vera, più giusta, più nobile, più piena!

La sera, nella messa prima della processione, il Vicario Generale Mons. Angelo Giurdanella ha concluso presentandoci la figura del Santo come modello da imitare nell’ascolto della Voce del Signore, seguendo Gesù Buon Pastore.

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