SERVIZIO CARITAS

La CARITAS Parrocchiale, quale organismo pastorale, ha il compito di animare, coordinare, promuovere la testimonianza della carità nella Parrocchia, al fine di manifestare ogni giorno la misericordia di Dio e di rispondere in forma consona, ai bisogni e ai segni dei tempi, seguendo la “stessa via” di Gesù, inviato dal Padre a “dare la buona novella ai poveri, a guarire quelli che hanno il cuore contrito” (Lc 4,18). In tal senso, secondo i caratteri dell’alleanza biblica fra Dio e l’uomo e nella logica di un servizio di volontariato, concepito come dono, si esplica l’attività di quanti, a vario titolo, sono impegnati nella Caritas della Chiesa Madre. Di fatto, sotto il coordinamento della Commissione Caritas, anche in sinergia con altri settori della vita parrocchiale (liturgia e catechesi), la Caritas Parrocchiale si presenta come una realtà variegata e plurifunzionale impegnata in un percorso di accoglienza, assistenza, accompagnamento e sostegno a favore di quanti assistiti… minori, adulti e famiglie, si trovano a vivere una serie di problematiche esistenziali, legate a disagi e svantaggi socio-economici, familiari, e culturali di varia natura ed entità.

Attualmente, grazie ad una vasta rete di volontariato, sono operativi, presso i locali del Centro Caritas “Buon Pastore” di Corso Vittorio Emanuele, i seguenti servizi:

1 CENTRO DI AIUTO E CONDIVISIONE: cura la distribuzione di alimenti di prima necessità.

2 CENTRO DI ASCOLTO: prende in carico ed orienta quanti vivono situazioni problematiche, a vari livelli.

3 DOPOSCUOLA: dà sostegno educativo – didattico a bambini della Scuola primaria ed avvio sperimentale di un mini corso di alfabetizzazione per alcune mamme extracomunitarie.

4 NEGOZIO “GOD STREET”: cura la distribuzione di indumenti usati ed accessori.

Dallo statuto diocesano: natura, membri e compiti della Caritas parrocchiale

– In ogni parrocchia va istituita la Caritas parrocchiale con il compito di promuovere una corale testimonianza di carità evangelica e di contribuire ad una formazione integrale alla vita cristiana, che si completa e autentica nell’amore di predilezione per i poveri, a partire dall’eucaristia e dalla catechesi e dalla lettura evangelica del territorio.
– La Caritas parrocchiale è presieduta dal Parroco ed è formata da membri scelti secondo le norme diocesane per le commissioni degli organismi pastorali, tenendo presente la necessità che siano persone capaci di animazione, di riflessione, di discernimento pastorale, di approfondimento teologico. Possono, in aggiunta, per momenti più operativi, inserirsi nella commissione in forma allargata le “sentinelle della misericordia” e i volontari del Centro di aiuto e condivisione, come pure di opere caritative presenti in parrocchia.
– La Caritas parrocchiale, nel contesto di una pastorale centrata sulle cose essenziali della fede e missionaria
nel territorio (cf. decisione sinodale 14), in particolare cura:

  • la maturazione, nell’ascolto della Parola e nell’osmosi tra catechesi-liturgia-caritas di un volto missionario della Parrocchia che aiuti tutti a comprendere chi è il vero Pastore di un territorio (cf. documento dei vescovi italiani “Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia”
  • l’individuazione di “sentinelle della misericordia”, ovvero di persone che nel territorio siano attenti a scorgere bisogni e malati e, informare la comunità, accompagnare per visite, aiutare tutta la parrocchia ad «andare con l’unzione di Cristo nelle periferie esistenziali e storiche», con il coinvolgimento anche dei ministri della santa comunione e dei centri di ascolto del Vangelo nei quartieri, curando altresì la formazione perché questa ministerialità diffusa faccia risplendere la cura di Cristo per ogni uomo;
  • la mappatura dei bisogni come conoscenza del territorio con i suoi problemi e le sue povertà, in vista di un discernimento evangelico e anche come possibile iniziativa educativa (soprattutto per adolescenti e giovani), per quindi pensare una pastorale capace di incarnazione e di lettura dei segni dei tempi;
  • la cura, insieme ai catechisti , di cammini di fede in cui l’attenzione ai poveri diventi tappa di crescita e per questo sia adeguatamente preparata, pensata, verificata, attraverso esperienze di incontro con i poveri non improvvisate e tese a maturazione di passi costanti, accompagnate da testimonianze e approfondimento delle valenze e dei significati teologici, esistenziali, culturali, socio-politi ci, economici;
  • la cura, insieme alla commissione liturgica, perché i poveri (in particolare gli ammalati, i diversamente abili, gli immigrati, coloro che vivono i drammi della povertà materiale o affettiva) siano pienamente inseriti  nell’assemblea domenicale e perché la domenica sia il giorno del Signore anche nell’attenzione ai poveri (cf. decisione sinodale 52); perché l’adorazione eucaristica, non solo prolunghi la contemplazione dell’amore di Dio per noi, ma diventi anche il portare davanti a lui la nostra storia e il grido delle vittime; perché ogni momento penitenziale non dimentichi l’attenzione ai peccati di omissioni e si arricchisca di gesti di condivisione e di giustizia; perché le feste siano celebrate con sobrietà nel rispetto di chi manca spesso di tutto e aiutino a vivere la gioia che include, rinforza il senso comunitario, si apre all’umanità tutta;
  • l’attivazione di un Centro di aiuto e di condivisione, che deve distinguersi dalla Caritas e dal suo specifico compito pedagogico, e avere per questo un responsabile diverso e volontari formati all’ascolto dei poveri che vengono a chiedere aiuto alla parrocchia e alla capacità di verificare il bisogno anche con la visita e di attivare una risposta nella logica della condivisione, aiutandosi con la scheda fornita dalla Caritas diocesana per i Centri di aiuto e la mappatura delle risorse, sollecitando l’aiuto della comunità soprattutto nelle messe domenicali, indicando ciò che serve e chiedendo a tutti di attivarsi;
  • la promozione di gruppi di volontariato o di segni della carità (cf. decisione sinodale 57), da maturare nella comunità in risposta ai bisogni rilevati nella mappatura, dalla sentinelle, dal Centro di aiuto;
  • la costituzione di un fondo di solidarietà o di iniziative come il “fiore che non marcisce” destinato alla solidarietà, la “decima della fraternità” (ovvero, nelle spese in più rispetto a quelle necessarie, pensare sempre una quota per i poveri) o altre iniziative che aiutino a vivere nella condivisione e nella sobrietà anche le feste religiose e familiari, sempre con trasparenza nei bilanci (decisioni sinodali 51 e 53);
  • l’attenzione alla pace, alla mondialità, alla salvaguardia del creato, all’economia sociale e alla finanza etica, ai vari movimenti di difesa dei diritti e della dignità dell’uomo nella vita della parrocchia, nei cammini educativi e nelle proposte alle famiglie e ai giovani (cf. decisione sinodale 59).

Statuto_Caritas_diocesana_Noto

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