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Conclusa ad Avola la solennità di Maria Immacolata

di Enrica Munafò

Domenica giorno 8 dicembre 2019 si è conclusa la solennità dell’Immacolata Concezione con una Concelebrazione Eucaristica di quasi tutti i sacerdoti della città, presieduta dal Vicario Generale della diocesi di Noto Mons. Angelo Giurdanella, partecipata e sentita da tutta la città, tanto la chiesa era gremita di fedeli attenti, in religioso silenzio.

Novena dell’Immacolata

foto di S. Zagarella

La festa è stata preceduta da un solenne Novenario con la recita del S. Rosario, il bellissimo canto dello Stellario e a seguire la Santa Messa ogni giorno animata a turno dalle Comunità Parrocchiali della città. Ogni sera è stata un tripudio di festa di fedeli che hanno partecipato al novenario e di tutte le comunità parrocchiali che sono accorse con gioia a rendere omaggio alla Madre Immacolata che tutti ci chiama e raduna. Maria, la creatura concepita senza peccato e piena di grazia, è stata al centro del Solenne Novenario, culminato nella festa.

Maria capolavoro di umiltà e santità

foto di S. Zagarella

Ogni sera i rev.mi parroci della città, nella loro riflessione, hanno messo in evidenza tutta la bellezza di Maria: un capolavoro pur nella sua umiltà, capace di fare spazio a Dio senza autocompiacimento e pronta a mettersi al servizio del prossimo. Sono stati messi  in risalto i diversi aspetti che compongono la bellezza della Vergine Maria, la “tutta santa”, indicandola quale modello per le comunità e la vita personale dei credenti.

La Vergine Maria e i suoi diversi titoli

foto di Zagarella

A tutti gli attributi di bellezza della Vergine si sono ispirati, infatti, sapientemente ogni sera del novenario le riflessioni dettate dai rev.mi sacerdoti del Vicariato di Avola: Maria Vergine Madre e maestra spirituale, sostegno e difesa della nostra fede, causa della nostra gioia, madre dell’unità, madre della riconciliazione, Maria Vergine dal cuore immacolato, salute degli infermi, donna nuova, donna dell’attesa.

Maria strettamente legata al Natale

La celebrazione dell’Immacolata Concezione si inserisce nel contesto dell’Avvento e ha un legame molto stretto con la prossima celebrazione del Natale, congiungendo di fatto la memoria della Madre con l’attesa e quindi la nascita del Messia. Per questo il tema della festa è stato quest’anno “Maria Madre dell’attesa. Col suo “si'” all’Angelo che le chiede la disponibilità a diventare Madre di Gesù, Maria rende possibile l’incarnazione e la sua adesione in quel momento è totale. “Non si perde in tanti ragionamenti, non frappone ostacoli”, ma “si affida e lascia spazio all’azione dello Spirito Santo”, facendo della sua vita un “capolavoro” pur nell’umiltà e nella piccolezza, come ha detto Papa Francesco.

Maria la serva del Signore in cammino con noi 

Pronta a fare la Sua volontà, a lasciare che la sua vita sia plasmata dal Padre, svuotata di sé, quando Maria pronuncia il suo “si'”,si professa la serva del Signore”

Mons. Angelo Giurdanella, che ha partecipato alla processione per le vie della città con il Venerato Simulacro della statua, nella sua omelia, durante l’Eucaristia, ha affermato di aver visto “un popolo in cammino con Maria, che dice a noi tutti: “Fate quello che Lui vi dirà”. La festa dell’Immacolata ha ricevuto l’autorizzazione della Congregazione per il Culto divino di essere festeggiata di domenica, pur essendo la seconda domenica di Avvento – ha sottolineato mons Giurdanella – proprio perché non disturba il cammino dei discepoli che vanno con gioia incontro al Signore che viene. La festa dell’Immacolata non interrompe il Cammino, ma anzi insieme al Natale ci parla di un Dio che si rivela, spogliandosi di ogni forma di potenza e rivestendosi di umanità. Dio comunica vita, e dove la vita viene celebrata, rispettata è considerata sacra, Dio genera figli.

In Maria la “grammatica” della nostra umanità

foto di S. Zagarella

I primi capitoli dei Vangeli sono intessuti di nascita, la storia è scandita dal verbo “generare”. Dio è Amore e genera vita e noi, a sua immagine e somiglianza, dobbiamo generare vita. Dio è entrato per mezzo di Maria dentro la storia e ne ha cambiato il ritmo, generando figli. La festa dell’Immacolata riguarda tutti noi che siamo stati generati col Battesimo come figli di Dio e membra vive. In Maria comprendiamo la “grammatica” della nostra umanità. La Parola di Dio nella Genesi – ha sapientemente spiegato Mons Giurdanella – ci mostra un disegno perduto, perché con la nostra libertà abbiamo causato un “pasticcio”. Il Signore ci ha creato come un prodigio e qualcuno col peccato ha tentato di rovinare questo disegno.

Con Maria “non temere” nella testimonianza

foto di S. Zagarella

Nel Vangelo accade che Maria è quella creatura che è solo bontà. “Rallegrati, Maria piena di grazia” cioè “gratuitamente amata”. La funzione di Maria è quella di ricordare a noi questo amore, che ci porta gioia. “Non temere” è quasi un invito a sconfiggere tutte le paure del futuro, della malattia, di relazioni ferite, di non farcela. Dio, attraverso Maria, viene a dirci di non temere perché Lui viene a visitarci e a riversare il Suo Amore. Ognuno di noi vivrà grazie al Suo Amore, che tante volte riceviamo anche attraverso le tante persone belle che incontriamo lungo il nostro cammino e ci fanno coraggio, con le loro parole di consolazione e di sprono. Col nostro “Eccomi” ogni giorno, Dio continua a vivere. Oggi c’è crisi di testimoni innamorati della fede che contagino l’amore di Dio. È questione di passione di gente che creda e sia disposta a pagare anche di persona. Esistono due categorie di persone: una di persone” puerili” che delegano o indicano col dito, un’altra di persone che affrontano la vita con maturità. Questa umanità nuova è estesa a tutti quelli che vogliono superare la concezione puerile della vita. Ognuno faccia la sua parte, gareggiando nella stima a vicenda.

Il futuro è la nostra vita in Dio

foto di Zagarella S.

Grazie all’amore di Dio e la nostra buona volontà siamo chiamati a entrare in questo progetto nuovo che Dio ha iniziato con Maria. Facciamo memoria di questo progetto, di questo tesoro di storia che ha bisogno di ripartire con Maria. Il futuro è la nostra vita in Dio di uomini di speranza che non si scoraggiano per le difficoltà. Il futuro è la nostra vita in Dio che inizia ogni giorno se si accende una luce. Questo ci consegna la liturgia nella festa di Maria Immacolata. Con questo messaggio di consolante speranza e d’impegno ha concluso la sua accorata e appassionata omelia mons. Angelo Giurdanella.

Maria modello di vita

La festa dell’Immacolata “ci aiuti a fare di tutta la nostra vita un ‘sì’ a Dio, un ‘sì’ fatto di adorazione a Lui e di gesti quotidiani di amore e di servizio”, come ci ha augurato Papa Francesco. Maria sia modello delle nostre comunità e della nostra vita!

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