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Diario di bordo di un Pellegrinaggio in Terra Santa e Giordania

di Enrica Munafò 

Terra Santa e Giordania dal 20 al 28 novembre 2019

E già da qualche giorno siamo di ritorno dal viaggio-pellegrinaggio in Terra Santa e visita in Giordania, preparato con tanta cura dei particolari e atteso con trepidazione da noi partecipanti. Come si suole dire tutte le cose belle hanno un inizio e una fine, ma questo viaggio sembra non finire, perché continua nei nostri cuori e resterà un’esperienza unica e indimenticabile. Quarantadue pellegrini hanno partecipato, di cui ventidue del gruppo parrocchiale della Chiesa Madre, sotto la guida spirituale dell’arciprete parroco don Rosario Sultana che insieme con Giulio Fidone, accompagnatore GFG Travel, i quali si sono fatti promotori dell’iniziativa, i rimanenti partecipanti provengono da Scicli, Modica, Catania e Palermo.

1 Giorno: Tel Aviv- Haifa

Appena atterrati all’aeroporto di Tel Aviv, senza indugio, abbiamo iniziato la nostra visita del Carmelo e della Basilica di Stella Maris, convento cattolico situato sul Monte. Secondo la tradizione sarebbe fondato su una grotta che fu dimora del profeta Elia. Il primo giorno abbiamo pernottato ad Haifa, terza città israeliana per numero di abitanti, che pur essendo una città industriale, ha le sue attrattive turistiche e ci ha accolto con le strade centrali già piene di luminarie in clima natalizio.

2 Giorno: Nazareth-Lago di Galilea-Nazareth

Da Haifa a Nazareth con tanta trepidazione abbiamo partecipato alla messa concelebrata da don Rosario Sultana e da Padre Daniel Moraru nella Basilica inferiore dell’Annunciazione. Col cuore pieno di gioia e di  forti emozioni abbiamo vissuto questa messa, pregando per tutti coloro che si sono affidati alle nostre preghiere, come abbiamo continuato a fare nei luoghi più salienti del viaggio. Nazareth, la casa in cui Maria col suo “Sì” al Signore dà inizio a una nuova, fondamentale pagina nella storia dell’umanità e nel cammino di salvezza. Una composizione in bronzo rappresenta abilmente nel viso di Maria tutto il suo timore-stupore all’annuncio dell’arcangelo Gabriele e, a solo vedere questo, si prova una forte emozione che , è andata crescendo con il giro in barca sul lago di Tiberiade, dove padre Rosario ha letto i passi del Vangelo della pesca miracolosa e della tempesta sedata, attualizzandoli nella nostra vita. E poi la visita ai luoghi della vita pubblica di Gesù attorno al lago di Galilea: il monte delle Beatitudini, gli scavi di Cafarnao, con la visita alla casa di Pietro e alla sinagoga. Nel fiume Giordano abbiamo rinnovato le promesse battesimali, con tutta la consapevolezza di essere diventati col sacramento del Battesimo figli di Dio e membri della Chiesa.

3 Giorno: Nazareth-Jerash-Amman

Siamo partiti da Nazareth verso il confine e abbiamo fatto ingresso in Giordania, visitando gli scavi di Jerash, la città ellenistico-romana bianca, bella, luminosa con le sue rovine romane straordinariamente conservate. Il sito archeologico è unico al mondo con il foro, la spaziosa piazza di forma ovale circondata ed ornata da colonne in perfetta armonia. Il Cardo, lastricato ancora oggi con le pietre originali dove sono ancora visibili i solchi causati dalle carrozze, incrociava i decumani (sud e nord) dove sorsero i tetrapyla, ancora oggi ben conservati. Fra le tante bellezze abbiamo ammirato il teatro, che ospitava più di 4000 spettatori, l’arco di Adriano, l’ippodromo, le splendide colonne ancora conservate dei templi di Artemide e di Zeus, il complesso di tre chiese bizantine: San Giorgio, San Giovanni Battista e dei Santi Cosma e Damiano. Camminare trai resti di Jerash ci ha catturato l’anima…Dopo pranzo ci siamo trasferiti per il Monte Nebo, dove Mosè ebbe la visione della Terra Promessa che Dio aveva destinato al Suo Popolo Eletto. Mosè, secondo le tradizioni ebraico- cristiane, fu sepolto su questa montagna. Sopra il monte Nebo abbiamo ammirato la scultura cruciforme con serpenti di rame intrecciati, che ricorda il bastone di Mosè ed è immagine di Cristo crocifisso Salvatore del mondo e abbiamo visitato la Basilica, dove si conserva un mosaico raffigurante scene di caccia e di pascolo. Abbiamo pernottato in un lussuoso hotel di Amman, capitale della Giordania.

4 Giorno: Amman-Petra

Il viaggio è stato sapientemente concepito nel suo programma. Infatti, dopo un inizio di sapore spirituale, la visita a Petra, in Giordania, è stata incastonata come gemma nel percorso per farci ammirare le bellezze naturali scolpite da mano umana. Tra cammelli, deserto e montagne eccoci, infatti, nella splendida Petra, conosciuta anche come la “Città rosa” per il colore delle rocce nelle quali sono scolpite la maggior parte dei monumenti. Petra, in seguito a un’esplorazione nel 1812 dello svizzero Johannes Burckhardt, che partì in missione alla sua scoperta, travestendosi da arabo e facendosi guidare da un beduino, ritornò ad essere conosciuta come una fra le più affascinanti delle città antiche ed iniziò ad attrarre turisti da tutto il mondo, come accade ad oggi anche a noi. Attraverso uno stretto canyon detto “siq” appaiono all’improvviso alla nostra vista i monumenti più significativi e meglio conservati della capitale nabatea. Il Tesoro, il teatro, i mausolei scolpiti sulle pareti di roccia da mano abili dell’uomo nel cuore della montagna di Shara più di duemila anni fa. Sono ben visibili le facciate scolpite con intricata tecnica sulle rocce della zona ed altre strutture e monumenti

5 Giorno: “Piccola Petra”, Deserto del Wadi Rum, Aqaba (Mar Rosso)

Il giro guidato continua con la visita a Piccola Petra, un sito più piccolo e somigliante a Petra e con l’indimenticabile escursione con le jeep lungo il Wadi Rum, il più grande deserto della Giordania, definito “immenso, echeggiante, divino “dallo scrittore T.E. Lawrence, con le sue suggestive attrazioni, quali le sorgenti di Lawrence d’ Arabia e la montagna delle sette colonne della saggezza. In serata siamo giunti ad Aqaba, importante sbocco della Giordania sul Mar Rosso con un rilassante contrasto rispetto al deserto del Nord e abbiamo pernottato in un elegante grandissimo hotel a 5 stelle.

 

6 Giorno Aqaba (Mar Rosso) – Mar Morto –Gerico- Betlemme

Dopo aver visitato la parte antica della città di Aqaba, siamo rientrati in Israele con la sosta presso il mar Morto per il caratteristico bagno. Proseguendo, abbiamo visitato il sito archeologico di Qumran, nelle cui grotte furono trovati antichissimi manoscritti della Bibbia. Nel pomeriggio, salendo verso Gerusalemme, abbiamo visitato Gerico in Palestina con uno sguardo al monastero delle Tentazioni, monastero greco-ortodosso, costruito sulle pendici del Monte della Tentazione a 350 metri sul livello del mare, situato lungo una scogliera che domina la citta di Gerico e la Valle del Giordano. Si dice che sul monte della Tentazioni Gesù fu tentato dal diavolo, ma la posizione esatta è sconosciuta e impossibile da determinare. A Gerico, paese dei datteri, abbiamo fatto sosta per comprare questi dolcissimi frutti, osservare un grande e alto albero del sicomoro, in ricordo dell’albero su cui salì Zaccheo, spinto dal desiderio di vedere Gesù, abbiamo comprato souvenir e  dei dolcini dalla forma del frutto del sicomoro e abbiamo fatto sosta vicino la fontana di Elia. Finalmente siamo giunti a Betlemme, “piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da cui uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele “(Mt 5,1-4). Abbiamo ripreso così il nostro percorso spirituale sulle orme di Gesù. Tre notti abbiamo pernottato a Betlemme, facendo su e giù da Gerusalemme.

 

7 giorno: Betlemme-Gerusalemme-Betlemme

A Gerusalemme abbiamo visitato la Spianata del Tempio e abbiamo pregato al Muro del pianto con i nostri fratelli maggiori, gli Ebrei. Anche noi abbiamo lasciato i nostri bigliettini di preghiere nelle fessure del muro. Abbiamo visitato il Sion cristiano con il Cenacolo, il Cenacolino, la Basilica Dormitio Mariae e la Chiesa di San Pietro in Gallicantu. Durante l’ultima cena, Gesù annunciò il triplice rinnegamento di Pietro, dopo aver detto al Signore:” Con Te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte” Gesù gli rispose:” Pietro, io ti dico:” Oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi” (Lc22,33-34). In questa Chiesa ci siamo soffermati per la preghiera e una breve intensa riflessione di Padre Rosario molto toccante nella grotta dove fu tenuto carcerato Gesù in attesa del giudizio di Pilato. Rientrando a Betlemme, abbiamo pranzato in una tenda beduina. Nel pomeriggio abbiamo celebrato la Messa nella Basilica della Natività, dove con grande commozione e tenerezza abbiamo visto il luogo dove è nato Gesù, segnato da una stella, e la grotta. Abbiamo visitato il Beit Sahur (Campo e grotta dei pastori in Giudea I pastori sono stati i primi testimoni a cui l’Angelo annunciò la nascita del Salvatore .Il campo dei pastori, ora santuario dell’Excelsis Deo, è a forma di dodecagono con cinque absidi a piano inclinato a richiamare la struttura di una tenda da campo. All’interno del santuario abbiamo ammirato gli affreschi con scene dell’annuncio degli Angeli ai pastori, con l’adorazione dei pastori, con la scena del loro ritorno.

 

 

8 Giorno Betlemme- Gerusalemme- Betlemme

L’ottavo giorno è stato dedicato interamente alla visita di Gerusalemme con il Monte degli Ulivi, “mons olearum”, ad est di Gerusalemme, così chiamato dalla pianta dell’ulivo, di cui in antichità i suoi fianchi erano coperti. Qui Gesù si recò a pregare in compagnia di alcuni discepoli. Ora, all’interno della Basilica, è situata la roccia dove pregò Gesù. All’esterno ulivi secolari ricordano questo luogo del Getsemani. Alle spalle, la Valle di Giosafat, immenso cimitero con tantissime lapidi. Abbiamo visitato poi l’Edicola dell’Ascensione, il Padre Nostro, dove Gesù insegnò a pregare e ora ci sono grandi mattonelle con il Padre Nostro in tutte le lingue. Di seguito il Dominus flevit, la grotta e Basilica del Getsemani, la tomba della Madonna. Nel pomeriggio, abbiamo fatto la Via Crucis, toccante e indimenticabile per la via Dolorosa sino alla Basilica della Risurrezione con il Calvario e il Santo Sepolcro, dove siamo entrati dopo due ore circa di fila, tanti erano i pellegrini. Il Santo Sepolcro ha rappresentato il punto culmine del nostro pellegrinare, la tappa più importante che ci ha scosso e tanto commosso.

9 giorno Betlemme-Gerusalemme-Tel Aviv / Catania

Sulla via del ritorno il nono giorno, prima di lasciare Gerusalemme, la Città Santa, abbiamo visitato il Museo Nazionale dell’Olocausto “Yad Vashem”, per non dimenticare. Infine ci siamo trasferiti all’aeroporto di Tel Aviv per il rientro a casa. Ora, pur essendo rientrati da alcuni giorni, il nostro viaggio continua con maggiore percezione dell’evento di grazia vissuto, attraverso leimmagini di video e foto di pazienti e generosi esperti di foto, quali Vera, Francesco, Giulio, Padre Rosario, Padre Daniel e di tanti di noi che inviano nel gruppo WhatsApp dei partecipanti al pellegrinaggio, facendoci rivivere con la stessa emozione, ma con più consapevolezza i luoghi visti, ancora increduli di averli visitati. Non potremo più leggere o ascoltare il Vangelo come prima perché ora le immagini di questi luoghi emergeranno prorompenti e spontanei alla nostra vista e correderanno i contenuti evangelici visivamente.

Questo pellegrinaggio ci ha preparato e predisposti emotivamente a vivere con più intensità il periodo di Avvento, iniziato al nostro ritorno, con più consapevolezza e desiderio di far nascere Gesù nei nostri cuori e di annunciarlo.

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