La Solennità della Beata Vergine Maria Assunta in cielo ci ha offerto per due giorni consecutivi, il 14 e il 15 agosto 2019 momenti forti di preghiera, in uno scenario suggestivo, all’aperto, presso il nostro Santuario cittadino della Madonna delle Grazie: luogo sacro per eccellenza, di preghiera e raccoglimento, dove si riversa l’affetto degli avolesi e dei tanti che trascorrono il periodo estivo in questa collinetta salubre.

Sotto un cielo stellato, la Vergine Maria Assunta è incoronata regina

Nel giorno della solennità della Beata Vergine Maria Assunta in cielo, quest’anno, sotto un cielo stellato, all’interno della celebrazione Eucaristica, si è svolto il rito dell’incoronazione della nuova statua della Madonna. Ha presieduto l’Eucaristia il Vicario Generale della Diocesi di Noto, mons. Angelo Giurdanella, e hanno concelebrato il nostro Parroco, Arc. don Rosario Sultana e il Vicario parrocchiale don Giovanni Vizzini.

Abbiamo vissuto un momento di forte emozione e commozione, testimone dell’amore forte per Maria, che Gesù ci ha donato come madre e noi ci sentiamo figli nel Figlio Gesù.

Il dogma dell’Assunzione di Maria

Mons. Giurdanella nell’omelia ci ha detto che il dogma di Maria Assunta in cielo fu proclamato da papa Pio XII l’11 novembre del 1950, però la Vergine Maria ha accompagnato la vita dei credenti fin dall’inizio e il dogma non ha fatto altro che sottoscrivere quello che già il popolo professava e credeva.

La Madre di Dio ci indica il cielo

Per il discepolo Maria è stata sempre modello verso il cielo, cioè verso la meta che è Dio. Ogni cristiano non è un vagabondo, – ha affermato mons Giurdanella – ma cammina verso il cielo e affronta la fatica della scalata della vetta per poter alla fine contemplarne la bellezza. Lungo la salita si libera da ogni pesantezza del superfluo e va verso l’essenziale, perché il cammino richiede leggerezza. Dobbiamo fare l’esperienza dello stupore, della bellezza per aver la passione e la motivazione di andare fino a Dio. Se non torniamo a saperci stupire del Vangelo, viviamo da persone tristi e ripiegati su noi stessi.

Due messaggi, ha consegnato nella sua chiara e coinvolgente meditazione mons Giurdanella

Il primo: Il miracolo di camminare verso la meta

Un segno grandioso apparve nel cielo, una donna vestita di sole, incinta… Maria è la donna vestita di sole che partorisce un figlio, sottratto alle forze del male. La donna è anche l’immagine della Chiesa, dell’umanità e di ciascuno di noi, che nel proprio corpo così fragile vogliamo far nascere Gesù. La nostra esistenza, piena di limiti e contraddizioni, se si lascia rivestire della luce di Dio e contagiare dalla bellezza del Suo Amore, diventa solare. Anche una comunità “vestita di sole”, nonostante le pesantezze, nonostante ferita dal peccato, è rimessa in piedi dalla Grazia di un Dio che risponde anche alle preghiere non dette. La Grazia di Dio opera il miracolo di incamminare l’umanità ferita con i piedi sempre a terra, ma, sognando il cielo, verso la meta.

Il secondo: il viaggio di Maria e il suo sì è la nostra beatitudine

Nel vangelo Maria che va dalla cugina Elisabetta, è presentata come la donna del viaggio, a simboleggiare il discepolo che non si accontenta, che cerca sempre, che si pone domande perché vuole crescere nella fede. Maria va da Elisabetta per portare Gesù. Ella è l’anello che lega il cielo alla terra, ma vuole un cuore che accoglie, custodisce e vive la Parola del Signore. Il viaggio della fede incontra tante insidie, deve attraversare il “deserto”, affrontare il “drago”, tentatore che vuole separare. L’orgoglio, la presunzione e quant’altro non fa nascere Gesù nei nostri cuori. Il cammino del cristiano è quindi cammino di stupore, di luce, ma anche di prove e combattimenti. Maria ha vinto il male, tutta la sua vita è stata un atto di fiducia e canto a Dio. L’orante biblico si mette davanti a Dio con tutta la sua umanità e la sua lotta, si consegna a Dio e va pacificato verso i fratelli, perché confida in Lui. Maria in questo nostro viaggio verso Dio possa essere il nostro modello di vita. La sua vera beatitudine, come la nostra, risiede nella sua fede nella Parola del Signore. “Beata perché hai creduto”

A conclusione

Il Parroco don Rosario Sultana, ha ringraziato mons Angelo Giurdanella e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della nuova statua dell’Assunta, creata in carta peste dalle mani di un artista locale di Aci Sant’Antonio. Ha, infine, ringraziato i coniugi Nino e Lina Burgo che hanno donato la corona dell’Assunta con l’intenzione di tenere viva la memoria della loro figlia Ella, che festeggia con noi dal cielo, ma che nella fede rimane nei nostri cuori. Infine i fedeli processionalmente hanno accompagnato il rientro del simulacro dal cortile all’interno della chiesetta del Santuario.                                                                                                                 

Enrica Munafò

 

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